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Salento e dintorni » Lecce
Lecce, cultura e storia del Salento
La sua storia
La città sorge su un antico insediamento messapico, testimoniato da ritrovamenti di tombe e piccoli tratti della cinta muraria. È la città più antica e ricca di storia del Salento. Di fatto, si pensa che questo piccolo insediamento fosse un piccolo villaggio costruito nei pressi dell’Antica Rudiae, patria di Quinto Ennio.
Durante il secondo secolo A.C. la città di Lecce veniva chiamata Lupiae; a quel tempo Lecce emergeva sugli altri centri della zona e diventa prima municipio e poi colonia. Durante la dominazione dell’ impero di Adriano vennero costruiti il grande Anfiteatro ed il Teatro, ed inoltre venne costruita una strada che collegava Lecce con il porto di Adriano, conosciuto oggi come Marina di San Cataldo. Con l’ imperatore Marco Aurelio, Lecce acquista benessere economico ed ebbe una forte espansione edilizia. A parte un breve periodo di dominazione Greca, Lecce è rimasta sotto il controllo dei Romani per circa cinque secoli.
Le sue opere
Anfiteatro Romano
Tra il 1904 e il 1938 è stato rinvenuto l’anfiteatro di cui attualmente è possibile ammirarne soltanto la metà, in quanto in quanto su di esso sorgono importanti edifici secolari, che fanno parte dello scenario di piazza Sant’ Oronzo.
La costruzione di questa struttura risale al II secolo Dopo Cristo, ed ha una dimensione di 102 x 82 metri; secondo alcuni calcoli possiamo ritenere che l’ Anfiteatro Romano, riuscisse a contenere quasi 25.000 spettatori.
L’architettura ad arcate, si trova sotto il livello stradale ed è sorretta da pilastri in tufo. L’arena è di forma ellittica e un parapetto, in passato rivestito in marmo, la separa dalle gradinate.
Castello Carlo V
Nel 1537, re Carlo V ordinò all’architetto salentino Gian Giacomo dell’Acaya di costruire una fortezza sul pre-esistente castello medievale dell’epoca di Re Tancredi. Per far ciò, furono rasi al suolo il Monastero Celestino di Santa Croce e la cappella della Santa Trinità. In ricordo e in onore di queste costruzioni furono intitolati a loro nome due bastioni delle mura. Ci vollero dieci anni per vedere terminate le mura e i bastioni, successivamente furono costruiti decorati gli ambienti regali interni. Un tempo, l’ingresso principale sormontato dallo stemma lapideo di Carlo V e l’ingresso da cui si accedeva alle campagne, erano protetti da due ponti levatoi.
All’interno, gli ampi spazi sono illuminati dalle imponenti vetrate, ed è possibile ammirare i delicati particolari decorativi e soprattutto il mirabile salone, recentemente restaurato, dalle volte ad ogiva sostenute agli angoli da possenti colonne in pietra. In passato utilizzato come distretto militare, il Castello, attualmente, è la stella di punta del circuito culturale della città di Lecce e del Salento che, lo ha rivalorizzando in ogni suo aspetto e funzione, trasformandolo in suggestiva scenografia per eventi culturali di vario tipo, dalle mostre artistiche alle manifestazioni eno-gastronomiche, da centro di divulgazione delle tradizioni e delle ricchezze locali a luogo dove il turista si rivolge per avere informazioni.
Le sue chiese
Il Duomo
La costruzione originaria del Duomo fu voluta dal Vescovo Formoso nel 1144; circa un secolo dopo, nel 1230, il vescovo Volturio volle eseguire alcuni lavori di ristrutturazione, ma nel 1659-70 fu totalmente ripristinato dal vescovo Pappacoda, che affidò l’incarico a Gustavo Zimbalo, in quegli anni impegnato anche ad edificare lo splendido campanile ivi adiacente. La facciata, dunque, che per prima si presenta ai visitatori, è artisticamente la più importante, per la sua sontuosa decorazione seicentesca. Il centro visivo dell’insieme architettonico del Duomo è l’altera statua di S. Oronzo posta in alto e accompagnata visivamente dalle edicole laterali con le statue di San Giusto e San Fortunato. L’altro ingresso , invece, sorprende di primo impatto per il suo stile sobrio e raffinato, quasi a equilibrare gli sfarzi decorativi del lato sinistro della chiesa.
Durante il corso degli ultimi anni del Novecento, la facciata è stata valorizzata dal portale in bronzo realizzato da Manzù, che ben si armonizza con il complesso plastico scarno e lineare della superficie. Lo spazio interno del Duomo, a croce latina con tre navate ripartite da maestosi pilastri rafforzati da semicolonne, è sontuosamente abbellito da ben dodici altari. Dal 1685, sui tanti splendori regna sovrano lo splendido soffitto in legno a lacunari, finemente intagliato e ricoperto da una radiosa doratura che ne incornicia le tele, sapientemente eseguita da Giuseppe da Brindisi, con le storie di S. Oronzo, la Predicazione, la Protezione dalla Peste e il Martirio. A culmine di tanta bellezza, si ammira l’altare maggiore dedicato alla Maria Assunta, una splendida opera d’arte commissionata dal vescovo Sersale ai marmorai napoletani nel 1744, in cui si sommano armoniosamente elementi scolpiti nel marmo e altri fusi in bronzo.
Nel 1500, fu costruita una cripta dal corpo longitudinale contenente due cappelle barocche con dipinti che incrocia un lungo corridoio composto da ben novantadue colonne con capitelli decorati da figure umane.
Basilica di Santa Croce
La prima pietra fu posata nel 1353 ma i lavori ripresero solo nel 1549 ad opera di famosi architetti salentini come Giuseppe Zimbalo che commissionarono l’esecuzione a eccellenti maestri scalpellini e intagliatori della zona di Lecce. I lavori terminarono nel 1699 ed è possibile notare i segni del passaggio di questo lungo lasso di tempo sulla facciata, elementi tipici del Rinascimento Cinquecentesco, abilmente accostati a esuberanti fantasie barocche.
È pregevole la balaustra decorata con tredici putti abbracciati, simbolo del potere temporale e spirituale della Chiesa Cattolica, mentre ai lati estremi si ammirano le statue della Fede e della Carità. L’elemento di maggior pregio dell’ordine superiore è il raffinato rosone barocco, tra i più pregevoli, raffinati ed eleganti che la storia dell’arte moderna possa ricordare. Il rosone, turbinio di foglie d’acanto e cerchi decorati finemente, è incorniciato da due colonne corinzie e affiancato da nicchie con le statue di San Benedetto e San Celestino, solo la sua presenza valorizza e esalta l’interno organismo architettonico, innalzandosi a simbolo del Barocco di Lecce.
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