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Salento e dintorni » Gallipoli

Gallipoli, la meta turistica più frequentata dai turisti nel Salento

Il nome della città di Gallipoli deriva da Kale polis, un nome imposto dai colonizzatori ellenici provenienti dalla Grecia, il cui significato è città bella.
Durante il 265 Avanti Cristo, Gallipoli fu conquistata dai Romani, che in quel tempo erano una delle maggiori potenze in Italia. Questi migliorarono i sistemi di comunicazione della città, collegando Gallipoli alla Via Traiana, questo consentiva un rapido passaggio verso i Balcani, ed inoltre, ampliarono e svilupparono le attività portuali, trasformando così la città di Gallipoli in un centro militare, e in seguito in municipio.
Successivamente, venne occupata dai Barbari, nel 450 che saccheggiarono la città, e segnarono uno dei momenti più terribili e crudeli nella storia di Gallipoli. Durante il 500, Gallipoli, insieme alla maggior parte del Salento, furono dominati per 42 anni dai Bizantini.
Gallipoli oggi, si è trasformata in una delle città turistiche più importanti del Salento e sicuramente anche d’ Italia, ha imparato e si sta perfezionando, dando sempre più importanza al turismo, per rendere indimenticabile la vacanza nel Salento senza tralasciare la storia e le tradizioni del popolo gallipolino.

Curiosità

La città di Gallipoli ha visto nascere un importante manifestazione, il Premio Barocco.  Nato nell’ormai lontano 1969 grazie ad un comitato di promotori guidato dal “patron” Fernando Cartenì, oltre che presidente anche dell’associazione Premio Barocco – Onlus, la manifestazione ha lo scopo  di premiare con la consegna un riconoscimento,  personaggi facenti parte del spettacolo, cultura, arte, scienza e sport che con il loro aiuto hanno reso grande il nome dell’Italia nel mondo.
La premiazione avviene con la consegna della “Galatea” la statuetta simbolo del Premio Barocco, che altro non è che una figura della mitologia greca, una delle cinquanta ninfe del mare. Questo importante compito viene affidato al Comitato Scientifico del Premio Barocco, presieduto da un personaggio illustre dell’Università del Salento. Lo show viene condotto da un presentatore della Rai che a sua volta svolgerà una lectio magistralis in un’aula dell’università del Salento generalmente il giorno prima dello show.
Oggi il Premio Barocco è ritenuto uno dei premi più importanti d’Italia, che ha nel corso delle passate edizioni, premiato importanti personaggi come: Sofia Loren, Papa Benedetto XVI, Sophie Marceau, Luciano Pavarotti, Andrea Bocelli, Horst Tappert, Vittorio Gassman, Rita Levi Montalcini, Antonino Zichichi, Franco Zeffirelli, Gigi Proietti, Catherine Deneuve, Carlo Rubbia, Gerard Depardieu, Alberto Sordi,  Alain Delon, Susanna Agnelli, Vittorio Feltri e tanti altri distinti personaggi.

Il Carnevale Gallipolino
Il Carnevale di Gallipoli è un evento che si ripete ogni anno nella città, le strade si riempiono di maschere e di coriandoli, carri allegorici e gruppi mascherati sfilano su Corso Roma diffondendo allegria e gioia alle migliaia di persone che attendono il loro passaggio ai bordi della strada.
Una figura del carnevale di Gallipoli che riaffiora e rivive ogni anno è “Lu Tidoru“. Lu Tidoru era un soldato che per festeggiare il carnevale, torna nella sua amata Gallipoli, e nel periodo del suo ritorno, era usanza abbondare con il cibo, perchè poi bisognava lasciare spazio al digiuno della quaresima, il tipo si abbuffa così tanto di polpette e di carne che rimane strozzato e muore. Questa scena rivive ancora oggi durante le sfilate dei gruppi mascherati, con il passaggio del carro funebre contenente la bara di “lu Tidoru”, circondato da persone che piangono ed urlano perchè disperate per la perdita del caro.

Le sue opere

Fontana Greca
La fontana Greca-Romana di Gallipoli è composta da due facciate, una rivolta a Nord-Ovest e l’altra a Sud-Est. La fontana Greca è stata costruita nel III secolo Avanti Cristo ed è ritenuta una delle fontane più antiche d’ Italia, ne da conferma il fatto che le Poste Italiane abbiano incluso la fontana nella serie di francobolli dedicati alle fontane d’ Italia.
Le origini della fontana, non sono molto chiare, la gente del posto attribuisce la costruzione a popolazioni elleniche del passato, mentre gli studiosi, pensano che sia un monumento di epoca rinascimentale. La fontana, non è stata costruita dove la si può vedere oggi, bensì nella zona denominata Fontanelle, successivamente spostata nei pressi della chiesa di San Nicola ormai distrutta.
Il Castello Angioino
Il castello di Gallipoli è stato costruito durante il dominio Angioino, risale al XIII Secolo e modificato e successivamente ristrutturato fino al XVII secolo. Il Castello Angioino di Gallipoli, è circondato quasi completamente dal mare e si trova nei pressi del ponte che collega la città vecchia con la città nuova, a levante. In passato il Castello, ha protetto la città dai numerosi attacchi inferti dalle popolazioni straniere.
Attualmente il Castello presenta una base quadrata, con quattro torri disposte in corrispondenza degli angoli. Le torri sono a base scarpata e nel centro, sono avvolte da un cordone, che segna il livello del piano interno, nella parte superiore sono ornate da piccoli archi. Durante il XVI venne costruito il Rivellino una quinta torre circolare, più bassa e più larga delle altre, staccata dalla cinta muraria, che svolgeva il ruolo di punta, per la difesa della città. All’ interno del castello possiamo trovare delle grandi sale con volte a croce.

Le sue chiese

La Cattedrale di Sant’Agata
Nel cuore della città sorge una delle chiese più importanti per i gallipolini, sia dal punto di vista religioso che artistico: la solenne Cattedraleintitolata a Sant’ Agata, la cui costruzione ebbe inizio esattamente nel 1629, in periodo Barocco. Nata nello stesso luogo dove secoli prima sorgeva una chiesa medievale già distrutta nel XVII secolo, legò la sua nascita a questa remota presenza, ereditandone la devozione per la santa, che in questo venne tramandata fino a noi dal bel lontano 1126. Nella Cattedrale sono custodite in delle teche le reliquie di alcuni santi, tra le quali quelle di San Fausto. In epoca passata i fedeli potevano rivolgere la loro dedica anche la reliquia più importante per la città, la mammella di Sant’ Agata, che ora si può osservare nella Basilica di Santa Caterina d’Alessandria a Galatina dove fu trasportata all’atto della conclusione dei lavori di costruzione dell’edificio dal suo fondatore, Raimondello Orsini Del Balzo.
La facciata principale della chiesa, adornata in pietra leccese, presenta la ricchezza decorativa tipica del periodo a cavallo tra ‘600 e ‘700, quando nel Salento primeggiava l’opera del grande architetto-sculture Giuseppe Zimbalo, a cui tutti gli artisti locali dell’epoca facevano riferimento. Le statue presenti sul fronte, realizzate anch’esse in pietra leccese, raffigurano Sant’Agata, San Fausto, San Sebastiano, Santa Marina e Santa Teresa D’Avila.
La chiesa è a croce latina a tre navate, con due file di colonne in ordine dorico realizzate in carparo che trasmettono all’ampio ambiente una sensazione di raffinatezza e rigore che si va ad accostare armoniosamente al fasto delle cornici e dei fregi circostanti.
L’altare maggiore, realizzato dall’artista Giorgio Aver, presenta splendidi marmi policromi che ne esaltano la forma sfarzosa, mentre lungo le navate laterali si possono ammirare le numerose pale d’altare realizzate dai pittori gallipolini Giovanni Andrea Coppola e Giovan Domenico Catalano, inserite negli altari laterali dedicati rispettivamente alle S.S. Anime del Purgatorio, all’Assunta, al Martirio di Sant’Agata, a San Giorgio, all’Adorazione dei Magi e al Miracolo di San Francesco da Paola. Di notevole rilievo la raffigurazione della Vergine col Bambino tra i S.S. Andrea Apostolo e Giovanni Battista inquadrata in una cornice di undici formelle.

Santuario di Santa Maria del Canneto
La Chiesa del Canneto, innalzata alla fine del ‘600 vicino al porto, è oggi una tra le più amate dagli abitanti di Gallipoli. Proclamata parrocchia solo nel 1915, da allora in occasione a luglio della ricorrenza dei festeggiamenti della Madonna del Canneto, la città organizza nello spiazzale antistante l’edificio sacro una importante festa per onorare la Santa.
Si narra che nel luogo dove quattro secoli fa fu costruito il santuario, sorgesse all’epoca una chiesetta oramai in rovina appartenente all’ordine dei Cavalieri Teutonici di San Giovanni che fu abbattuta per far posto all’attuale chiesa. A testimoniare però la sua remota esistenza rimane oggi solo una statua di San Nicola risalente al XVI secolo, conservata nell’attuale chiesa. Il santuario sorto nel periodo di massimo apice del Barocco Leccese, ne rappresenta uno degli esempi più autorevoli e importanti, grazie agli artisti che si occuparono della sua decorazione, i quali avevano come punto di riferimento i sontuosi decori della coeva Cattedrale di Sant’Agata. L’ornamento delle pareti delle sue navate, inoltre, fu affidato alle sapienti mani dell’importante artista napoletano Luca Giordano, affiancato nell’opera dal gallipolino Giovan Domenico Catalano.

Chiesa di Santa Cristina
Nonostante la Chiesetta di Santa Cristina sia stata eretta in un periodo relativamente recente, l’anno di costruzione è, infatti, il 1807, la sua storia è molto travagliata.
Questa cappella, sorta nella zona del porto peschereccio di Gallipoli, al confine tra l’isolotto della città vecchia e il passaggio con l’entroterra gallipolino, poco dopo la sua nascita venne sconsacrata e successivamente utilizzata dai pescatori locali come deposito per le loro reti. Solo nel 1865 le venne ridata la sua primaria dignità di chiesa cattolica, riaprendola al culto cristiano in occasione della preghiera d’aiuto che la popolazione gallipolina rivolse a Santa Cristina per riuscire ad allontanare l’epidemia di colera che stava distruggendo la città.
Durante la sua travagliata esistenza si sono perse le tracce dell’altare dedicato alla Santa Patrona un tempo custodito tra le sue mura.

Gallipoli e...

L’Isola di Sant’Andrea
L’ isola di Sant’ Andrea di Gallipoli dista circa un miglio dal centro storico ed ha una estensione di circa cinque ettari. In passato gruppi di greggi, venivano traghettati sull’ isola per pascolare, perché in passato si diceva che la corta erba che cresceva spontanea sull’ isola, migliorava la qualità ed il sapore delle carni del bestiame. Nel 1866 sull’ isola venne costruito un faro a luce mobile di seconda classe ed in seguito un’ altro a luce bianca fissa nella parte orientale dell’ isola.
L’ isola di Sant’ Andrea di Gallipoli è un sito di notevole importanza faunistica, per la nidificazione di una specie di gabbiani. La costa dell’ isola offre uno spettacolo marino davvero unico.
Nei pressi di Gallipoli, sono presenti un’altra isoletta e uno scoglio:

Isola del Campo
L’ Isola del Campo si trova sul lato a scirocco di Gallipoli vecchia ed anticamente, l’isola era collegata alla città attraverso un piccolo istmo, infatti sull’isola sono stati ritrovati degli scheletri e si presuppone che l’isola anticamente fosse un cimitero.

Lo Scoglio del Lazzaretto
Lo Scoglio del Lazzaretto, si trova nei pressi della capitaneria di porto di Gallipoli, anticamente, su questo scoglio sorgeva una costruzione, utilizzato per mettere in quarantena gli equipaggi a cui veniva rilasciata la patente sanitaria. Ora su questo scoglio sorge un bellissimo ristorante, Il Marechiaro.

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